1973-74

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Il mezzo miracolo della stagione precedente non si ripete: anzi, con il campionato 1973 – 1974, arriva del tutto inattesa una bruciante retrocessione.
La gestione di Mario Briano mostrò, infatti, la corda di una inadeguatezza economica di fondo: i gioielli Corbellini e Gottardi furono ceduti; i rimpiazzi, anche se preceduti da una certa fama, come Pavoni dal Genoa e Tuttino dalla Sampdoria non si rivelarono all’altezza del compito.
Tornò all’ovile, dopo una lunga carriera tra Serie A e Serie B, anche Piero Cucchi, ma l’età si dimostrò un limite difficile da valicare. Soprattutto non si riuscì a “fare squadra”. Ezio Volpi era passato al Venezia e l’ex interista Carlo Tagnin, che ne aveva preso il posto in panchina, non riuscì ad inquadrare uno schema efficace.
La barca fece acqua dall’inizio: alla quinta giornata, proprio il Venezia di Volpi vinse a mani basse (2-0) al “Bacigalupo”. Il cammino casalingo si trasformò in un vero e proprio calvario e dopo la sconfitta con l’Alessandria (0-2) si decise di esonerare Tagnin, sostituendolo con Giacomino Persenda, proprio lui l’ex “bombardiere nero” che, in quel momento, si trovava alla guida del settore giovanile.
Il popolare “Mino” si rimboccò le maniche, ma la crisi di risultati continuò: il Legnano passò 1-0 a Legino; Anzolin con grandi parate propiziò lo 0-0 del Monza; solo “Victor” Panucci cercò, generosamente, di tenere in piedi la baracca segnando goals decisivi che consentirono di battere Triestina, Clodiasottomarina e Lecco e di pareggiare con il Mantova.
Il n. 9 biancoblu era, però, da calciatore, un tipo “genio e sregolatezza” ed una sua negativa impennata costò cara alla squadra: l’arbitro Schena di Foggia lo espulse,infatti, nei primi minuti di un decisivo match casalingo con la Gavinovese di Mario Robbiano; il Savona continuò ad attaccare, ma spuntato in avanti non riuscì a battere l’ottimo Gennari. Quest’ultima era una squadra inventata da Mario Robbiano che aveva portato la Gaviese in serie C dai campionati regionali, ma non avendo un campo su cui giocare e approffittando della contemporanea crisi che attanagliava la Novese, decise di far fondere le due società, creando una realtà che sarebbe durata il tempo di un sospiro, ma che fu in grado di dare al Savona una delusione atroce.
Infatti nelle, restanti ultime due giornate il Clodiasottomarina fece due pareggi e riuscì a precedere gli striscioni di un solo punto.