1995-96

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Una nuova innovazione, questa volta un po’ più furba di quella della stagione precedente: da quest’anno la vittoria varrà tre punti invece dei classici due. Il cambio di valore nei punteggi era già stato introdotto all’estero per vivacizzare di più gli incontri e cercare di vedere formazioni più offensive; certo è che per il calcio italiano, dopo 100 anni passati a contare due punti per la vittoria, la trasformazione è epocale.
Capitan Carrea abbandona il gruppo assieme a “Bobo” Pilleddu tentato dalle sirene del professionismo, ma gran parte della squadra dell’anno precedente viene confermata. Senza il bomber principe, il girone si dimostrerà di ferro: la spunterà il Pisa dopo un’accanita lotta, non solo in senso figurato, contro Biellese e Aosta. Il Savona si salva con abbondante anticipo, e meno male perché da fine Gennaio a fine Aprile, vale a dire le ultime 12 partite, gli striscioni non riusciranno a vincere neanche una volta, raggranellando la miseria di 6 punti.
Ma la stagione non ha riservato solo delusioni: all’11a di andata al Bacigalupo arriva il Pisa. Allo stadio si presentano 3.000 persone, di cui 800 dalla toscana; il Savona disputa una gran partita di cuore e lotta e passa su calcio di rigore di Panucci. La ripresa vede i nerazzurri alla ricerca del pari, ma gli striscioni riescono a rendersi pericolosissimi in contropiede. Il dopogara è caratterizzato dalle feste biancoblù e dalle contestazioni dei pisani verso i propri giocatori. Sulle ali dell’entusiasmo, il Savona va a fare visita alla Sestrese sul pietroso campo dei verdestellati e ne esce un trionfo: 4-1, mai il Savona aveva vinto a Borzoli così perentoriamente.