1982-83

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Torneo dagli addii eccellenti per lidi assolutamente opposti.
Enzo e Negretti utilizzano il Savona come trampolino di lancio per approdare, nel giro di pochi anni, addirittura in Serie A. Partiranno a braccetto dalla Riviera e approderanno a braccetto nel Salento: sarà il Lecce a vederli protagonisti in A nel torneo ’85/’86, dopo due stagioni nei cadetti.
Uno e l’altro hanno avuto fior di maestri nel Savona, Oliviero Zorzetto e Giuseppe Ridolfi: anche loro due lasceranno il Savona a fine campionato, ma a fine carriera e dopo aver trascorso in biancoblù stagioni di assoluta rilevanza.
Zorzetto dopo quattro campionati da cursore di centrocampo ha messo insieme qualcosa come 108 partite segnando 9 gol, senza contare quello contro il Vicenza nella semifinale di Coppa Italia. Prezioso nella linea mediana fu uno degli artefici della magnifica salvezza nella prima stagione in C2 e per quattro anni rappresentò uno dei punti cardinali dei biancoblù, strappando sempre l\”applauso per l’abnegazione per la maglia.
“Nonno” Ridolfi se ne andò da Savona alla tenera età di 40 anni, dopo essersi giocato il posto con un ragazzino di 20 anni più giovane di lui. Portiere non certo alto ma agilissimo, dava spettacolo involontariamente a causa della statura non eccelsa, ma era di una concretezza assoluta: mai un passo in più o in meno, mai un movimento che non fosse necessario. “Se l’ha preso Ridolfi di certo era imparabile” era il commento degli sportivi quando il Savona subiva un gol.
Parlando di Ridolfi è necessario ricordare l’amichevole dell’Agosto 1981 giocata contro l’Inter davanti a 10.000 persone e persa per 2-1 grazie alle sue strepitose parate: il giorno dopo i giornali sportivi parlavano di questo portiere e di quello che aveva fatto vedere. La partita più bella se l’era tenuta per giocarla contro una grande del calcio italiano.
5 stagioni nel Savona, 2 in D e 3 in C2, con una promozione e 132 partite giocate: un atleta che ha tenuto altissima la tradizione che vuole il Savona squadra dagli ottimi portieri.
Il campionato invece scivolò via nella più assoluta mediocrità: 34 punti in altrettante partite con pochissimi gol segnati e ancor meno subiti. Si stava entrando in una pericolosa fase di stallo.