1956-57

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La stagione 56–57 si apre, in biancoblu, con malcelate ambizioni: in panchina è stato chiamato Andrea Verrina, la “stella del Sud”, che ha giocato in serie A con Napoli e Genoa.
Un campionato in cui accade un fatto clamoroso: di uguale nella storia del calcio c’è da segnalare quanto accaduto al Perugia alla fine degli anni ’70, in Serie A. Perugia imbattuto e Milan con lo scudetto, tanto per capirci.
Gli striscioni non perdono neppure una partita, eppure non vincono il campionato: siamo sempre nel girone “A” della Promozione Ligure, ed i troppi pareggi (11 su 30 gare) frenano il magnifico cammino della compagine.
Verrina si rivela un ottimo tecnico, con un solo neo, che lo porta a scontrarsi con i dirigenti. Si tratta della “voglia matta” di scendere in campo nelle partite più importanti, cosa che gli viene impedita proprio da un apposito “diktat” presidenziale (che arriva dopo lo 0-0 conseguito nel vecchio stadio di Cornigliano, oggi “deposito del tram”, avversaria l’Andrea Doria).
Sì, è proprio l’Andrea Doria che, alla fine, si impone: i biancoblu “a quarti” perdono soltanto due partite, ma alla fine si ritrovano con due punti di vantaggio. Si trattava di un Savona assolutamente competitivo; a guardia della rete era stato chiamato l’esperto Cavo dalla Rivarolese; era ritornato, dopo una lunga altalena tra Serie B e Serie C il funambolo Ciccio Varicelli; il centrocampo era stato rafforzato dal settepolmoni Papes, un pegliese dai capelli rossi, proveniente dalla Valenzana; per tentare di rimediare alla sterilità in attacco si ripescano due grandi veterani: Duilio Zilli e Mario Ventimiglia.
Il match decisivo si gioca in Corso Ricci il 7 Aprile, ma l’Andrea Doria esce indenne dall’assalto savonese (Formazione: Cavo, Galindo, Varicelli, Bruno, Valentino Persenda, Papes, Pastorino, Paganelli, Vaccari, Ventimiglia, Grino).
Insomma, tutto sembra congiurare perchè si resti ancora una stagione nei tornei regionali. Poi, in estate, arriva la notizia–bomba: la Federazione ha deciso di sdoppiare la IV Serie in due categorie, I e II serie, in previsione di un allargamento della Serie C. Il Savona è ammesso, per meriti sportivi (lo zampino del Del Buono diplomatico…) alla II Serie.
Finalmente si riprende a salire nel calcio che conta.