{"id":11858,"date":"2019-10-25T20:28:50","date_gmt":"2019-10-25T18:28:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.savonaclub.it\/\/?p=11858"},"modified":"2025-09-13T16:25:44","modified_gmt":"2025-09-13T14:25:44","slug":"i-terreni-di-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.savonaclub.it\/index.php\/2019\/10\/25\/i-terreni-di-gioco\/","title":{"rendered":"I terreni di gioco"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:15px\">Nel corso della sua storia, per giocare le proprie partite il Savona ha effettuato una serie di &#8220;traslochi&#8221; in citt\u00e0 da un campo all&#8217;altro: in questa rassegna cerchiamo di mettervi il pi\u00f9 possibile a conoscenza dei vari spostamenti nel corso degli anni. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:15px\"><strong><em>Piazza d&#8217;Armi<\/em><\/strong><br>E&#8217; un classico nella storia di quasi tutte le squadre di calcio: nei primi tempi, in mancanza di spazi adeguati si faceva ricorso alla Piazza d&#8217;Armi, che a Savona restava all&#8217;incirca fra l&#8217;attuale Questura e il centro commerciale Ipercoop.<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_0_placeholder\n\n\n\n<p> <em>Nella foto si vede la Piazza d&#8217;Armi in primo piano e, dietro, i capannoni dell&#8217;Oltreletimbro e la ferrovia.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:15px\"><strong><em>Distillerie Italiane<\/em><\/strong> <br>Gi\u00e0 nel 1911, per\u00f2, i dirigenti della Fratellanza Ginnastica Savonese riuscirono a stipulare un contratto d&#8217;affitto per un campo di propriet\u00e0 delle Distillerie Italiane. Il 16 aprile di quell&#8217;anno, in occasione delle festivit\u00e0 pasquali, il Savona &#8220;prese residenza&#8221; bagnando l&#8217;evento con due amichevoli contro i campioni della Costa Azzurra dell&#8217;Hercules Monaco (9-1 e 5-1 nella rivincita del luned\u00ec dell&#8217;Angelo per i biancobl\u00f9): il terreno di gioco nei primi tempi veniva chiamato &#8220;Campo ginnastico Fratellanza&#8221;, ma con la successiva ristrutturazione del 1914 il terreno delle Distillerie Italiane fu per tutti &#8220;il campo di via Frugoni&#8221;. Il campo di gioco misurava 100&#215;55, di molto superiore agli standard minimi richiesti (che erano 90&#215;45 metri). Il 18 ottobre del 1914 vi fu la seconda inaugurazione, quella del parziale rifacimento effettuato per essere all&#8217;altezza degli impianti della massima serie. Madrina di quell&#8217;occasione &#8220;la gentil signora Tina Saroldi&#8221; (come riportano le cronache dell&#8217;epoca), che infranger\u00e0 la classica bottiglia di champagne sul palo di una porta. <\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_1_placeholder\n\n\n\n<p><em>Nella mappa dell&#8217;epoca si vede l&#8217;ubicazione del campo di via Frugoni, in corrispondenza dell&#8217;attuale Piazza delle Nazioni.<\/em><br>Il campo si presentava cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_2_placeholder\n\n\n\n<p><em>Nella foto l&#8217;elegante tribunetta in pitchpine, pregiato legno d&#8217;importazione, capace di oltre 300 posti a sedere e poi demolita durante la guerra per raccogliere fondi destinati ai familiari degli atleti impegnati al fronte. Ai lati della tribuna altre gradinate (scoperte) per osservare meglio il gioco, con capienza leggermente superiore alla tribuna coperta. Dalla parte opposta il campo era delimitato dal parterre e, sui lati corti, da orti e dai capannoni delle Distillerie Italiane, come si pu\u00f2 notare in quest&#8217;altra foto:<\/em><\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_3_placeholder\n\n\n\n<p style=\"font-size:15px\"><strong><em>Campo Polisportivo (Fascista)<\/em><\/strong><br>Il 9 ottobre del 1927, in occasione della 3a giornata di campionato Savona-Carpi (5-0 per i padroni di casa), le autorit\u00e0 inaugurano il nuovo stadio savonese: si chiamer\u00e0 Campo Polisportivo Fascista e il nome rimarr\u00e0 (ovviamente) immutato fino al termine della II guerra mondiale. Poi rester\u00e0 Campo Polisportivo, ma sar\u00e0 sempre e solo chiamato &#8220;il campo di Corso Ricci&#8221;.<br>Situato nel tratto terminale di Corso Ricci, dove adesso c&#8217;\u00e8 la centrale elettrica (nella costruzione che attualmente ospita la sede dell&#8217;Associazione Nazionale Alpini erano gli spogliatoi e i magazzini), fu anche il campo in cui si allen\u00f2 pi\u00f9 volte la Nazionale Italiana di Vittorio Pozzo che domin\u00f2 in tutto e per tutto il calcio mondiale, conquistando fra il 1934 e il 1938 2 campionati del mondo e un oro olimpico.<br>Essendo il terreno di gioco posizionato in una depressione naturale, dalla parte del Letimbro si sfrutt\u00f2 la discesa per la posa delle gradinate in cemento, mentre dalla parte ai piedi della collina venne costruita la tribuna coperta. Il terreno di gioco misurava 110&#215;60, quindi un notevole passo avanti rispetto alle misure di via Frugoni, e dentro alla struttura si riuscivano a stipare (stando alle informazioni dell'&#8221;Agenda Barlassina&#8221;) 8.000 persone: tre quarti delle quali in piedi, d&#8217;accordo, ma pur sempre 8mila persone! In pi\u00f9, approfittando dell&#8217;adiacente collina, &#8220;portoghesi&#8221; a non finire lungo il declivio&#8230; <br>Durante il &#8220;Ventennio&#8221; vennero stilati un altro paio di progetti per il rimordernamento del campo: uno \u00e8 questo sotto<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_4_placeholder\n\n\n\n<p style=\"font-size:15px\">l&#8217;altro \u00e8 quello che sar\u00e0 ripescato una ventina di anni dopo per la costruzione dello stadio di Legino.<br>Negli ultimi anni di vita dello stadio, in seguito alla tragedia di Superga, il campo venne intitolato a Valerio Bacigalupo in maniera ufficiosa. Il &#8220;vero&#8221; Bacigalupo sarebbe nato da l\u00ec a poco.<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_5_placeholder\n\n\n\n<p style=\"font-size:15px\"><em>Una veduta d&#8217;insieme del campo di Corso Ricci<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Stadio &#8220;Valerio Bacigalupo&#8221;<\/em><\/strong><br>Il quarto terreno di gioco del Savona nasce a Legino, abbandonando la zona di Corso Ricci, lungo la quale si erano sviluppati i 3 precedenti.<br>Riprendendo un progetto del Ventennio, si realizza lo stadio con i contributi del CONI, solo girando la disposizione del campo: originariamente doveva essere lungo l&#8217;asse Est-Ovest, mentre venne costruito secondo l&#8217;asse Nord-Sud. Il 6 settembre 1959 lo stadio venne inaugurato con una gara amichevole fra il Savona e il Torino (3-0 per gli ospiti) alla presenza delle autorit\u00e0 e dei famigliari del portiere.<br>Per i canoni dell&#8217;epoca era quanto di pi\u00f9 moderno si potesse concepire, anche se al posto delle curve c&#8217;erano ancora dei terrapieni (saranno ricoperti di cemento l&#8217;anno della promozione in serie B). Con l&#8217;ampliamento della gradinata, prima con impalcature in tubi Innocenti e dal 1981 in cemento armato, per lungo tempo il &#8220;Baci&#8221; fu il terzo stadio pi\u00f9 capiente lungo la via Aurelia, dopo l&#8217;Olimpico e Marassi.<\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_6_placeholder\n\n\n\n<p><em>La cartolina commemorativa per l&#8217;inaugurazione del nuovo stadio<\/em><\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_7_placeholder\n\n\n\n<p><em>Lo stadio oggi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso della sua storia, per giocare le proprie partite il Savona ha effettuato una serie di &#8220;traslochi&#8221; in citt\u00e0 da un campo all&#8217;altro: in questa rassegna cerchiamo di mettervi il pi\u00f9 possibile a conoscenza dei vari spostamenti nel corso degli anni. 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