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LA METÀ SBAGLIATA
Postato Sunday, 05 November ore 19:36 di FabioParodi

Quello che gli altri non dicono

La terza squadra cittadina sempre più allo sbando



Savona si trova al centro di un agglomerato urbano che va da Capo Vado fino a Capo Torre e, nonostante sia suddiviso in ben 5 comuni, viene vissuto dai cittadini come un unico tessuto. All'interno di quest'unico tessuto la squadra calcistica di riferimento è sempre stata il Savona: vuoi per i campionati frequentati, vuoi per la struttura a disposizione, vuoi per il senso di appartenenza che ha sempre suscitato.
Ultimamente, l'illuminata gestione messa in piedi da un padrone senza scrupoli è riuscita a svendere/regalare/consegnare (usate il termine che più vi aggrada) il settore giovanile nelle mani del Legino, società di quartiere senza particolari ambizioni, mettendo fine, anzi ribaltando completamente, una tradizione secolare: non sono più i ragazzini delle squadre minori a mirare al Savona come a un punto di riferimento per riuscire a muovere qualche passo nel calcio di una certa importanza, ma sono i ragazzini del Savona che sanno già in partenza che muoveranno qualche passo nel calcio di nessuna importanza. Quello che dovrebbe essere il punto di partenza dal quale costruire le squadre del futuro, azzerato senza nessuna pietà, nonostante le velleitarie dichiarazioni di poco tempo fa del mai troppo disprezzato “azionista di riferimento” ( Leggi qui ).
A tenere alta la bandiera resterebbe la prima squadra, quella prima squadra che, nonostante la caduta nei dilettanti, rappresenta pur sempre il faro della storia calcistica locale. Però. Però quest'anno si è partiti per l'ennesima volta col piede sbagliato: proclami senza senso cui hanno creduto pochi gonzi, ma pur sempre sbandierati ai quattro venti da persone senza scrupoli e (quel che è peggio) senza nessuna competenza in materia. Alla base di tutto, lo ripetiamo per l'ennesima volta, la sciagurata scelta di allontanare Siciliano per andare a saccheggiare in casa Lavagnese (!!!???!!!). A leggere la classifica, più che di un saccheggio si dovrebbe parlare di una bella “sòla” rifilata dai levantini agli sprovveduti gestori biancoblù: la squadra bianconera, infatti, nonostante abbia perso in due soli anni una mezza dozzina di titolari e un allenatore, tutti passati sull'altra Riviera, sovrasta il Savona in graduatoria. Domanda ai fenomeni di mercato, nonché fenomeni a parole sul palco della presentazione: ma siete proprio sicuri di avere preso i giocatori e l'allenatore giusto, o non è che i lavagnesi vi hanno rifilato gli scarti e il buono se lo sono tenuto per loro? A vedere i risultati sul campo qualche dubbio, magari, sorge pure a voi...
Fatto sta che la neopromossa Albisola (e qui i !!!???!!! usati per la Lavagnese vanno moltiplicati per 10), staziona con regolarità al di sopra del Savona, pur avendo giocato una partita in meno.
Fatto sta che il Savona prosegue nel suo glorioso cammino fatto di 7 punti su 27 disponibili, che vogliono dire -10 dalla fantomatica “zona promozione” ma solo +2 dalla ben più reale “zona playout”. Adesso ci sarà da tirarsi su le maniche: giusto per evitare di diventare la quarta squadra cittadina, dietro pure al Vado.
Fatto sta che il Savona, dopo aver perso il suo ruolo-guida nel settore giovanile a favore del Legino e il primato a livello di prima squadra a favore dell'Albisola, dopo solo un paio di stagioni in mano a fantocci che non sarebbero in grado di portare avanti l'attività sportiva neanche di un oratorio, “magicamente” si ritrova ad essere invischiato nella corsa alla salvezza in serie D!
Il tutto mentre quel che resta di quella che una volta era una società gloriosa, continua nel suo “silenzio stampa”. Parafrasando il titolo di un celebre film: “Il silenzio degli incompetenti”.


 
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