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DERBY INEDITO
Postato Sunday, 27 November ore 09:00 di FabioParodi

Quello che gli altri non dicono

Anche se un vincitore c'è già



Savona-Finale di per sé è un “classico”: difficile che passi un anno senza che questa partita venga giocata, ma la stragrande maggioranza delle volte valeva come test infrasettimanale o amichevole precampionato. I precedenti in campionato, infatti, sono solo 4 e l'ultimo risale a un'Eccellenza di 18 anni fa, chiaro segno che i destini delle due squadre si sono incontrati solo quando per il Savona i giorni erano fra i più bui. Non che adesso si vada molto meglio, ma ai finalesi va riconosciuto il merito di essersi issati ai piani più alti del calcio dilettantistico, senza aspettare che fossero i biancoblù a sprofondare ulteriormente.
Ed è proprio questo l'aspetto più interessante di una sfida inedita ma “classica” come quella di oggi: la forza dei giallorossi nello scalare una montagna che sembrava loro preclusa per una serie di motivi. Prima di tutto lo squilibrio economico nei confronti di altre realtà che, invece, l'anno scorso sono state messe alle spalle nonostante potessero vantare budget doppi o tripli rispetto a quello dei finalesi. Strettamente collegato al questo discorso, il capitolo-squadra: ragazzi del posto, qualche prestito, un paio di scommesse (una centrata con lode), un mister che ha spremuto tutto quello che poteva spremere dai suoi ragazzi, l'entusiasmo nonostante qualche scivolone clamoroso e la voglia di dimostrare che il calcio non si fa solo con i soldi. Poi la struttura: pomposamente ribattezzato “stadio”, il campo di Finale dimostra tutti gli anni che ha, come quasi tutti gli stadi italiani, è vero, ma quello è nato, cresciuto e mantenuto per qualche centinaio di spettatori a farla larga. Le norme sulla sicurezza, le divisioni in settori e tutte le amenità che cominciano a far capolino anche in serie D erano ben lontane dall'essere solo immaginate al momento della progettazione del “Borel”, motivo in più (si pensava) perché i giallorossi rinunciassero al salto di categoria. Invece...
Invece eccoli qui, belli come il sole, a giocare quella che fino all'anno scorso altro non era che una sgambata infrasettimanale. Arrivano con la faccia tosta che ricorda tanto da vicino quella che aveva il Savona del primo Ninni Corda, quello che si è salvato nonostante il fallimento, grazie alle collette dei tifosi, dopo un tira-e-molla esasperante che ha tenuto tutto un gruppo con il cuore in gola fino all'ultimo minuto dell'ultimo giorno disponibile. Quel gruppo che andava in giro per l'Italia a sentirsi gridare “falliti” e altri complimenti del genere, ma sul campo mazzuolava mica male: sapevano fare 3-cose-3 ma le facevano come nessun altro in categoria, pari pari ai giallorossi. Questo Finale di Buttu (origini sarde pure per lui, sarà mica un caso?) si può accomunare a quel Savona anche dal punto di vista economico: non è un mistero per nessuno, infatti, che parecchi giocatori rivieraschi abbiano un altro lavoro e che la società stia affrontando questa categoria con risorse limitatissime. Ciò nonostante l'allenatore ha portato avanti il gruppo dello scorso anno e, sia pure con i limiti del caso, sta ottenendo risultati ben più che lusinghieri: basti pensare che se vince...
Insomma: questa partita contro la “mina vagante” del girone, per di più in un derby, è da triplo circoletto rosso, forse la più difficile fra tutte quelle finora affrontate, che Siciliano dovrà preparare con la solita meticolosità e magari un qualcosina in più. Con la speranza che ridiventi al più presto la solita gara di allenamento infrasettimanale.


 
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