Ecco la vera riforma dei campionati
Chi non ha mai sentito parlare dell’illecito sportivo? Esiste da quando esiste il calcio: in mezzo ad arbitri, dirigenti e calciatori onesti, a tutte le latitudini e in tutte le categorie c’è chi è sempre disposto ad “aggiustare”. La cosa accade sia nel disinteresse generale dei tornei amatoriali, sia in diretta planetaria durante i mondiali di calcio. Si compra e ci si vende per denaro (soprattutto), ma anche per fame, amore, paura e per milioni di altri motivi.
Il calcio italiano più volte è stato scosso da scandali legati alla compravendita di partite eo di giocatori, anche se in questi giorni la tendenza pare essersi invertita. Causa una ritrovata moralità dei protagonisti? Macché! Causa una trovata geniale della Lega di Serie C (ora Lega Pro): basta suonare in via Jacopo da Diacceto 19 a Firenze con una valigetta piena di soldi (di grosso o piccolo taglio non interessa) e un paio di fidejussioni valide… et voilà, il gioco è fatto! “Il signore desidera? Prima Divisione? Fanno quattrocentomila, si accomodi di là che li contiamo e le diamo il responso.” “Lei? Seconda Divisione? Duecentomila, grazie. Nel raccoglitore ci sono i giornali, nel caso l’attesa fosse un po’ lunga”.
La regola vale per tutti coloro che sono in grado di presentarsi con quanto richiesto e un bilancio che abbia una parvenza di regolarità contabile. Poi che chi si presenta sia il presidente di una società che è arrivata a un punto dal vincitore, piuttosto che quello di un’altra che sta quattro categorie sotto, non frega niente a nessuno. L’importante sono i soldi.
Così, quello che fino a ieri era sanzionato come illecito sportivo (“Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo.” Art. 6, comma 1 Codice di Giustizia Sportiva) diventa una pratica perfettamente legale. La Lega vende in prima persona, sfacciatamente, sul banchetto all’ingresso, i posti per le due divisioni; i più furbi pare stiano temporeggiando in attesa dei saldi di fine stagione, che ci saranno fra il 3 e il 4 di Agosto. Tutto questo alla faccia di quanti si sono impegnati per portare a termine il loro campionato nella maniera più regolare possibile.
Pecunia non olet, recitavano i romani e la lezione pare essere stata appresa alla perfezione. Tanto da mettere in moto un meccanismo fantastico: i 3.200.000 euro ricavati dalla vendita dei posti in Prima Divisione, uniti agli almeno 3.000.000 della vendita dei posti in Seconda Divisione (ma mancano ancora 6 squadre e si può aggiungere un altro milione abbondante), fanno un totale di 6.200.000 euro. Questi soldi verranno impiegati “per la tutela dei vivai”, vale a dire verranno ridistribuiti a tutte le squadre che utilizzeranno i giovani secondo i parametri di Lega. Perfetto esempio di riciclaggio di denaro proveniente da attività “poco chiare”: io accetto di farmi pagare per ammetterti dove non dovresti essere, prendo i soldi e li divido con chi mi potrebbe criticare (o denunciare); a quel punto ci saremo spartiti il malloppo fra tutti e di conseguenza saremo tutti colpevoli allo stesso modo. Quindi nessuno sarà più in grado di gridare allo scandalo.
Perciò, caro presidente Pesce: lasci stare giocatori o tecnici e pensi ad accumulare soldi da mettere nella valigetta. Il prossimo Luglio le verranno sicuramente più comodi.