Un calcio sempre più distaccato dalla realtà
Se serviva ancora un segnale per dimostrare quanto il calcio sia totalmente avulso dalla realtà circostante, eccolo: i campionati di Prima e Seconda Divisione cominceranno il 22 agosto.
Cominceranno quando la maggior parte dei tifosi si godranno la (forse) unica settimana di vacanza che sono riusciti a ritagliarsi in questi periodi poco felici per l’economia; cominceranno sotto un caldo canicolare (ve lo immaginate il 22 agosto in Sicilia o in pianura padana?); cominceranno in modo da essere completamente distaccati da tutta quella componente di tifo, interesse, passione che, al contrario, dovrebbe essere il motore di queste categorie.
Ed è proprio questa caratteristica di assoluta lontananza che si presenta come la cartina al tornasole di una realtà inconfutabile: il campionato serve sempre di meno. Pensateci: promozioni e retrocessioni ormai si giocano a tavolino; per i tifosi di tantissime squadre i mesi più importanti sono luglio e agosto, non i restanti 10 di agonismo. Non conta più quanto si arriva in classifica: contano bilanci, fidejussioni, liberatorie e assegni. Tutto il resto è contorno, abbastanza ingombrante, ma pur sempre contorno. Quindi è giusto che gli sia dia sempre meno risalto. Fra non molto si arriverà a far giocare di notte e a porte chiuse, tanto del risultato non fregherà più niente a nessuno, perché fra ricorsi, controricorsi, TAR, CONI e compagnia cantante il responso del campo sarà sempre più un inutile ammennicolo.
Tutto questo, e molto altro ancora, rendono assolutamente necessaria una profonda trasformazione del modo di fare calcio in Italia: tutto questo armamentario di plastica posticcia dovrà necessariamente essere spazzato via, se si vorrà evitare di farlo diventare sempre più un videogioco e sempre meno una passione per tante persone. La virtuosità economica dovrà essere premiata e dovrà rappresentare la condizione necessaria per ottenere il benestare a partecipare ai tornei, ma al tempo stesso non si dovranno ledere i legittimi interessi degli appassionati di tutta Italia con scelte assurde e, non ultimo, si dovrà avere la forza necessaria per riuscire a far “dimagrire” sensibilmente un sistema elefantiaco che, oggi come oggi, produce solo fallimenti in serie.