Assurda e incredibile sconfitta. Zirilli sbaglia un rigore al 94’
C’è un antichissimo detto che recita: “Errare è umano, perseverare è diabolico”. La perseveranza con cui oggi il Savona ha cercato la sconfitta va al di là del diabolico: è qualcosa di incomprensibile, pazzesco, assurdo. Già nella gara di andata il gran pressare aveva portato a micidiali contropiede dai quali erano poi scaturite le reti biancocelesti; oggi come allora, e anche più di allora, il Savona avrebbe potuto accontentarsi del pareggio. Avrebbe dovuto accontentarsi del pareggio, ad essere più precisi. Invece no: oggi come allora si è sbilanciato, ha avanzato il baricentro; con il risultato che l’unico tiro chiavarese, naturalmente su azione di contropiede, di tutta la partita si è insaccato nella porta di Pascarella.
Che si sia trattato di uno sbilanciamento non voluto, ma quasi prodotto naturalmente dalla tramontana che sferzava il Bacigalupo, poco importa. Memori della gara di andata gli striscioni non avrebbero dovuto porgere il fianco all’avversario: tanto più che, riuscendo a conservare i 10 punti di vantaggio a 9 giornate dal termine, la vittoria nel campionato sarebbe stata praticamente in tasca. Adesso, invece, si aprono scenari imprevedibili: non è assurdo pensare ad un’Entella galvanizzatissima dal risultato ottenuto, con conseguente filotto di vittorie a corredo; non è assurdo pensare ad uno Zirilli moralmente distrutto dopo l’errore dal dischetto, all’ultimo minuto di gioco per di più; non è assurdo pensare ad un Casale esaltato dalla caduta degli striscioni, che preparerà con cura maniacale la sfida del 27 Marzo. Sfida che, a questo punto, sarà la vera chiave di volta di tutta la stagione: un’altra sconfitta aprirebbe al Savona le porte dell’inferno, dopo avere viaggiato in paradiso per tutto il campionato.
La risposta della squadra e dell’ambiente non potrà essere che una: calma, calma e ancora calma. I compagni di squadra dovranno aiutare il “bomberone” a superare la mazzata psicologica che gli è piovuta addosso oggi, i tifosi dovranno sostenere il Savona come e più di prima: per chi non lo avesse ancora capito, le prossime tre partite saranno assolutamente decisive.
Tifosi che già oggi, nonostante il freddo intenso, si sono recati quasi in 1500 allo stadio: cifra non disprezzabile, visto che almeno altrettanti sono rimasti a casa, spaventati da temperature polari (2,5° C a inizio gara), pioggia e dalla tramontana che imperversava, accentuando la sensazione di gelo. Lo stadio offriva dunque un buon colpo d’occhio e si poteva anche mettere in pratica la coreografia. Nel primo tempo il Savona era schierato controvento, l’Entella non sembrava assolutamente disposta a scoprirsi e così, al riposo, le uniche mezze occasioni erano due traversoni di Andreotti dalla destra: sul primo, Di Leo arriva in ritardo per la deviazione sul secondo palo; sul secondo, Sogno salta controtempo e non riesce a trovare l’incornata vincente. Ma ai pragmatici va benissimo così: 10 punti erano, 10 punti restano.
La ripresa vede un Savona più sbilanciato in avanti, forte anche del vento che spira alle sue spalle. Al 13’ Sogno raccoglie di testa un cross dalla destra, la sua schiacciata è miracolosamente respinta da Mosca; al 18’ ci prova Antonelli su punizione dai 35 metri, ma Mosca fa buona guardia; così come 3 minuti dopo, sempre su conclusione di Antonelli. Quando il Savona dà l’illusione di poter mettere sotto pressione la retroguardia ospite, la beffa: al 27’ l’Entella scappa in contropiede e il cross dalla sinistra viene raccolto di testa da Soragna all’altezza del primo palo: la girata è in porta. Sullo stadio scende un silenzio di ghiaccio, fatta eccezione per la panchina dell’Entella e dei 7 sostenitori ospiti, i quali si sono presentati a metà primo tempo con uno striscione illeggibile e scritto (supponiamo) sui rotoloni Regina, visto che non appena hanno tentato di spiegarlo gli si è strappato.
Il gol è una mazzata micidiale per i biancoblù e gli ospiti possono rifugiarsi nel catenaccio più esasperato, di cui sono indubbi maestri. Bisogna aspettare il 39’ per rivedere una conclusione dei padroni di casa: Sogno riceve palla sulla sinistra, e prova la botta al volo mirando l’incrocio opposto. Fuori di un niente. Al penultimo dei 5 minuti di recupero l’azione che avrebbe potuto cambiare il corso del campionato: Zirilli viene palesemente cinturato in area. Rigore!
Proteste ospiti che si protraggono per qualche minuto e quando finalmente l’arbitro dà il via alla battuta l’attaccante colpisce molle: la palla va alla sinistra di Mosca, ma il portiere intuisce e para in tuffo. L’ultima occasione è sprecata, la beffa si consuma fino in fondo.
Finisce con i giocatori ospiti che, invece di pensare ai fatti loro, si mettono a provocare con gran dispendio di gestacci la tribuna, la quale risponde per le rime: degni allievi di cotanti maestri.