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E' ORA DI CHIUDERE IL CAMPIONATO
Postato Domenica, 07 marzo ore 09:20 di FabioParodi

Rassegna stampa

Il centrocampo del Savona lo decide il meteo



Savona, è ora di chiudere il campionato
I biancoblù partono da +10. I tecnici nascondono le formazioni. Tifosi mobilitati ma preoccupa il meteo

IL SAVONA di oggi è come l’Italia di Coppa Davis prima del doppio di ieri: ha quasi messo al sicuro l’obiettivo e ha a portata di mano l’occasione per chiudere i conti definitivamente.
A ben guardare, i biancoblù hanno dalla loro tutta una serie di situazioni favorevoli: i dieci punti di vantaggio sugli avversari, l’avere a disposizione due risultati su tre nel derby con l’Entella; l’obbligo, proprio per i due motivi precedenti, dei genovesi di giocare nel modo che meno gradiscono, cioè dover attaccare senza potersi invece appoggiare al gioco avversario, tattica su cui hanno costruito buona parte delle loro vittorie, compresa quella dell’incontro di andata.
E poi la maggiore tranquillità, visto che per la truppa di Iacolino la settimana è stata all’insegna della normalità mentre Terzulli ha caricato molto l’ambiente e ieri ha portato i suoi in ritiro ad Arenzano.
Insomma, la partita Savona-Entella è il paradigma dell’intero campionato: se è vero, come dicono i più, che solo il Savona può perderlo (e non gli altri vincerlo), altrettanto si può dire di questo derby, dove tutti i rischi sono per la squadra ospite e l’unico modo in cui i biancoblù possono correre il rischio di perderlo è per volere strafare. Come era successo all’andata.
«È chiaro che se vinciamo chiudiamo il campionato - riassume il concetto il tecnico Iacolino - e che ci farebbe piacereprendere i tre punti. Per questioni di immagine, di orgoglio, per fare un regalo ai tifosi. Ma dobbiamo anche ricordarci che l’Entella non ci perdonerebbe l’errore di aprire varchi per voler occupare stabilmente la metacampo avversaria».
«Loro sono una squadra forte - prosegue il tecnico - e come tale va rispettata, pur senza mai dimenticare che, comunque, noi siamo più forti di loro».
Che si respiri aria di sfida decisiva lo si capisce da tanti altri particolari. A cominciare dalle formazioni nascoste, o dai tentativi di trabocchetto che i due tecnici metteono in atto. Ha cominciato Iacolino nella partitella di giovedì, dove ha schierato il Savona a tre dietro (a cinque in fase difensiva: da destra Nico Antonelli, Gallotti, Di Leo, Barca e Candolini); ha proseguito Terzulli ieri facendo trapelare che il match-winner dell’andata, Vasoio, reduce da infortunio, non andrà neppure in panchina.
Ieri Iacolino ha modificato il tiro: «La difesa a tre? Un esperimento. Che non va provato certamente in una partita come quella di oggi. Ci sarà tempo». Però Barca è un ’88 come lo squalificato Bottiglieri e se Terzulli forzasse il recupero di Vasoio o scegliesse a sorpresa le due punte una difesa impostata in quel modo sarebbe una contromossa ideale.
Però l’Entella ha sempre preferito il 4-2-3-1 con Soragna punta di riferimento e contro questo tipo di avversario va meglio il classico 4-4-2. Ecco allora l’ipotesi Antonelli-Gallotti-Di Leo-Candolini, con Chiarini esterno di centrocampo, evitando quello sbilanciamento che inevitabilmente ci sarebbe con due esterni d’attacco come Andreotti e Cattaneo.
Anche il meteo avrà la sua importanza. Società (per l’incasso) e tifosi (per ovvie ragioni) sperano che abbia ragione il sito che prevede cielo coperto ma senza pioggia. Iacolino («Giuro che non faccio pretattica») dice che aspetta di vedere che fondo ci sarà per scegliere tra Mirko Antonelli, Garin («L’ho visto muoversi meglio in settimana») e Montingelli a centrocampo e garantisce un miglioramento anche da parte di Sogno.
Quindi, con le parentesi: Pascarella; N. Antonelli, Gallotti, Di Leo, Candolini; Andreotti, Ponzo, M.Antonelli (Garin), Charini (Cattaneo); Sogno, Zirilli.
Dall’altra parte un 4-2-3-1 con Mosca tra i pali al posto dell’infortunato Paroni; in difesa Del Brocco, Merzek, Castorina, Rega; Hamlili e Manoni mediani; Cargiolli, Corradi e Bodini trequartisti; Soragna punta. In panca Otranto, Commitante, Telushi, Ziino, Balacchi, Fiumicelli, Campanile. Poi qualcuno si accomoderà in tribuna per lasciar posto a Vasoio. Arbitra Fanton di Lodi.

GINO PELLOSIO


I GENOVESI PAREGGIARONO UN MATCH TESISSIMO MA GLI STRISCIONI VINSERO IL CAMPIONATO
L’AMARCORD DI QUARANT’ANNI FA

ALLORA ci siamo: la partitissima della stagione sta per essere servita al tavolo dei buongustai del “Bacigalupo”. Il bilancio complessivo parla a favore dei biancoblù che, nelle gare giocate tra corso Ricci e Legino hanno incamerato 11 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. Savona-Entella è, però, anche una partita storica, che nel cuore degli anni ’50 fece registrare momenti di grande impatto emotivo: quando l’Entella era la “grande rivale”. E anche la bestia nera.
Raccontiamo oggi le due ultime partite giocate in corso Ricci: due gare che gli sportivi dai capelli grigi ricordano come tra le più emozionanti nell’albo dei loro ricordi.
Andando per ordine: domenica 16 Febbraio 1958, diciottesima giornata di interregionale di II Serie. L’Entella veleggia in testa alla classifica e il Savona, neopromosso per meriti sportivi, insegue, dopo un avvio esitante e aver messo a posto la squadra con due formidabili acquisti novembrini: Nadali e Teneggi. Si coltivano ancora sogni di ricongiungimento (il Savona non perde da otto giornate). Corso Ricci è un mare di fango, ha piovuto a dirotto. Pelizzari schiera Bruzzone, Galindo, Valentino Persenda, Papes, Nadali, Mariani, Vaccari, Pastorino, Teneggi, Gennari, Mantero. Il risultato si schioda soltanto al 16’ della ripresa, Bruzzone “ceffa” l’uscita e Casagrande insacca:0-1. Il Savona si butta in attacco e al culmine di una mischia, 10’ dopo il gol, l’arbitro Bellotto di Pordenone assegna un rigore agli striscioni: i ragazzi che, all’epoca, seguivano cambiando campo il portiere avversario invocano il gran tiro di Nadali, ma Pelizzari dalla panchina indica Papes (mal ridotto per una brutta entrata del solito Cavina), ne esce un tiro fiacco che l’”odiato” Righetti devia in corner. Pareggio e ambizioni sfumate.
Righetti che sarà di nuovo protagonista pochi mesi dopo, ancora in negativo (almeno per i savonesi): festa d’ognissanti, ancora corso Ricci, ancora Savona – Entella (i chiavaresi all’epoca giocavano in maglia nera con un grande scudo biancoceleste sul petto); sesta giornata del campionato di IV Serie. Lo scenario è mutato, il Savona è saldamente in testa alla classifica dopo cinque vittorie di fila. L’Entella si rivela, però, ancora “squadra fatale” al termine di un incontro combattuto a bulloni spianati con l’incerto arbitraggio di Rossi di Torino che assegna due rigori molto dubbi (entrambi messi a segno da Brocchi per gli striscioni, da Guerra, un altro non molto “amato” dal nostro pubblico, per l’Entella). Finisce 1-1 ma la scena madre la recita ancora Righetti che, insultato dal pubblico scalcia violentemente la rete di protezione ferendo un bambino: il pullman dei chiavaresi a fine gara è inseguito dala folla, e raggiunto al passaggio a livello del Piemonte (opportunamente abbassato). Il pareggio non frena il cammino del Savona che, alla fine, dominerà il campionato. È questa l’analogia che cerchiamo con i giorni nostri.

FRANCO ASTENGO


Virtus a Savona per la “partita dell’orgoglio”
Il presidente e i dirigenti ieri mattina hanno incontrato mister Terzulli e la squadra

GLI ULTIMI due mesi di campionato hanno scavato un solco profondotra il Savona e la Virtus Entella ridimensionando, giocoforza, l’importanza dello scontro diretto odierno in programma al Valerio Bacigalupo. Ma gli stimoli alla Virtus Entella oggi non dovranno certo mancare nella sfida alla super capolista che sta frantumando record su record.
La partita dell’orgoglio. Di questo ha parlato il tecnico della formazione chiavarese Claudio Terzulli presentando i novanta minuti contro gli “striscioni” di Salvatore Iacolino. E sull’orgoglio, sulle motivazioni, ha cercato di fare leva l’intera società, che ieri mattina al Comunale con il presidente Antonio Gozzi in testa si è intrattenuta a lungo con la squadra. Una dimostrazione di vicinanza che la dirigenza ha voluto offrire alla squadra, che ha terminato il suo avvicinamento alla sfida del Bacigalupo e che dopo la seduta di rifinitura è salita sul pullman per Savona dov’è andata in ritiro. E la notte, probabilmente, fugherà gli ultimi dubbi di formazione diClaudio Terzulli in vista del confronto con gli “striscioni” biancoblù, che possono gestire un vantaggio di dieci punti sui biancocelesti.
Certificate le indisponibilità del portiere Paroni, vittima di una sub lussazione alla spalla destra, di Rondon, bloccato da una brutta distorsione alla caviglia sinistra, e di Vasoio che non ha ancora recuperato totalmente dall’infortunio muscolare patito nella trasferta di Sestri Ponente dello scorso 6 febbraio, il dubbio della vigilia biancoceleste si chiama Castorina. Il difensore centrale e capitano dei chiavaresi è alle prese con una lombosciatalgia che lo ha costretto a ridurre i carichi di lavoro in settimana e ad allenarsi a scartamento ridotto. «Negli ultimi giorni – afferma Terzulli – Castorina ha fatto qualche progresso. Questa mattina valuteremo nuovamente la situazione e poi decideremo». La possibilità che Castorina riesca a scendere in campo è concreta. In caso contrario al suo posto ci sarà Commitante, che ogni volta che è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto alla bisogna.
L’indisponibilità del portiere Paroni apre la strada della porta a Mosca, ma l’impiego dell’estremo difensore classe 1990 non è l’unica novità di giornata nella formazione biancoceleste. In difesa a sinistra torna Rega, preferito a Malpighi; a centrocampo Balacchi e Manoni si contendono la maglia di partner di Hamlili. In attacco sono certezze le presenze di Cargiolli e di Soragna, le altre due maglie se le giocano in quattro: Corradi, Bodini (i due che alla vigilia sembrano i favoriti)Fiumicelli e Campanile.

DOMENICO MARCHIGIANI

Fonte: www.ilsecoloxix.it


 
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