Buona difesa, ma l’attacco è il peggiore del girone
Unica lombarda del girone, il Vigevano torna ad assaporare la D dopo un triennio trascorso in Eccellenza, chiusosi col vittorioso testa a testa con la Caronnese. Superata l’impasse finanziaria che all’inizio della scorsa estate aveva messo a repentaglio l’iscrizione al campionato, per affrontare le insidie della nuova categoria, il presidente Davide Speciale ha affidato le più importanti scelte tecniche a Sergio Baraldo (già d.s. del Borgomanero) e al nuovo allenatore, l’ex fiorentino Emiliano Bigica (’73) che, dopo due stagioni alla guida degli Allievi del Novara, è all’esordio con una prima squadra. Un tecnico giovane per un organico dall’età media relativamente bassa (23 anni e 9 mesi), nel quale 13 dei 20 giocatori in organico, con almeno una presenza, sono under.
Tanti giovani, ma tra i più esperti molte conferme, a partire dal settore più arretrato, che può contare sulla forza atletica di Michele Patrini (’83, già in categoria con CasteggioBroni, Fanfulla,
Pergocrema e Rodengo Saiano), sull’anticipo di Gaetano Teresi (’81; 122 presenze in biancoceleste e trascorsi in C con Carrarese, Fiorenzuola e Meda) e sulla spinta e le spiccate attitudini offensive (6 reti nell’ultima stagione) dell’esterno mancino Marco Gambuto (’81; reduce da due promozioni dall’Eccellenza e sempre presente, come Patrini, nelle 19 gare disputate dai pavesi).
A centrocampo hanno trovato conferma due prodotti locali, i giovani Davide De Carli (’88) e Alberto Sala (’89), mentre col mercato dicembrino è stato ceduto Gervasoni (al Seregno), ultimo giocatore non in quota under che sette mesi fa, insieme a Pisano e Sacchetti, aveva guidato la mediana biancoceleste alla promozione.
Come lo scorso anno, il reparto avanzato può contare su Simone Soncini (’81; Como, Cuneo, Sestri Levante e Giaveno le ultime tappe del centravanti che disputò la propria migliore stagione proprio a Vigevano, cinque anni fa) e Pio Vacirca (’90; brevissimi trascorsi nella Beretti novarese), autori nell’ultimo campionato di 23 e 12 gol, rispettivamente. Con loro, oltre a Matteo Serra (’91), era rimasto anche Andrea Borella, 2 reti nelle prime 2 giornate di campionato, ceduto a fine anno, per esigenze di bilancio, al Garlasco.
Ad eccezione del mediano Graziano Beltrami (’78; l’unico ultratrentenne del gruppo), i nuovi acquisti sono tutti giovani. Assieme a Bigica, da Novara sono approdati a Vigevano tre ’92, lo sgusciante trequartista Andrea La Placa e i due centrocampisti Pasquali e Pasquino, nel frattempo finiti entrambi nell’Eccellenza piemontese, rispettivamente all’Oleggio e alla Pombiese. Dalla società azzurra provengono anche Andrea Piraccini (’91), esterno di centrocampo, e il portiere titolare, l’ex Lavagnese e Athletic Club Giacomo Tani (’89), cui fa da dodicesimo Gianluca Garavaglia (’88), in categoria sin dai tempi della disastrosa gestione Sozzi. A completare il quadro degli acquisti estivi vi sono la punta Cosimo Patierno (’91), proveniente dalla Primavera del Ravenna, e il cannoniere dei ducali (3 reti), il fantasista ex atalantino Nicholas Siega (’91), che due domeniche or sono ha firmato un successo che mancava in casa biancoceleste da 8 partite.
Dopo un buon avvio, che aveva tenuto il Vigevano lontano dalle zone calde, la squadra di Bigica, complici i limiti di manovra di un centrocampo ulteriormente impoverito di fosforo dalla cessione di Gervasoni e la cronica sterilità del reparto offensivo (per Soncini appena 2 reti in 15 partite), è progressivamente scivolata in una crisi di risultati culminata con le sette sconfitte consecutive rimediate tra l’inizio di novembre e la metà di gennaio. Per risolvere i problemi dell’attacco e aumentare il tasso di esperienza del gruppo è stato così ingaggiato l’ennesimo ex novarese: Massimiliano Palombo (’74), proveniente dalla Sunese e reduce da una stagione caratterizzata da un’ottima media-gol (12 reti in 18 partite, divise tra Sestese e Cirié), ma anche da troppi problemi fisici.
Proprio l’arrivo dell’estroso attaccante, già vincitore di due tornei di serie D con Valenzana e Canavese, ha portata alla parziale modifica del 4-2-3-1 sin qui preferito da Bigica in un più classico 4-4-2, con Palombo e Soncini di punta supportati da un centrocampo in cui spiccano il lavoro di recupero di Beltrami, Sala e De Carli e le possibili incursioni del mobilissimo Siega. Ai tre mediani il compito di proteggere la difesa, il più esperto dei tre reparti potendo contare sui centrali Teresi e Patrini e sugli esterni Gambuto (a sinistra) e Sisto (a destra), con Faraci e il convalescente Russo pronti a subentrare. Da non escludere, tuttavia, che proprio contro i biancoblù il nuovo assetto tattico venga sacrificato a causa dell’assenza di Palombo, a favore di uno schema ad un’unica punta col supporto di tre giovanissime mezze-punte.